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Coltivare tartufi


Negli ultimi venti anni la tartuficoltura ha fatto molti progressi e la percentuale di impianti tartufigeni, andati in produzione, è aumentata in maniera esponenziale. Le varietà di tartufi, di rilevante interesse commerciale, di fatto coltivabili, sono diverse come pure sono diverse le loro esigenze pedoclimatiche.

  • Grecia (Peloponneso) – Terreno lavorato pronto per la messa a dimora

Per realizzare un impianto tartufigeno, evitando di commettere errori che porterebbero ad un sicuro insuccesso, bisogna procedere seguendo un iter che comprende una fase preliminare di studio sia del suolo che dell’ambiente circostante al sito d’impianto. Fattori ambientali come l’altitudine o l’esposizione possono far propendere per la messa a dimora di piante micorrizate con tartufi diversi, anche in condizioni di suolo  pressoché identiche. In altri casi, sullo stesso appezzamento di terreno è possibile notare differenti tipi di suolo, non è raro il caso della realizzazione d’impianti con due o più varietà di tartufo in coltivazione, in queste situazioni la conduzione dell’impianto diventa più complessa in quanto le diverse varietà necessitano di interventi colturali in tempi  differenti. A volte questo può essere un vantaggio, in particolare su impianti di media o grande superficie, di fatto una volta in produzione, il reddito derivante dalla commercializzazione dei tartufi sarà distribuito nell’arco di più mesi e non concentrato su tre o quattro. Grande importanza riveste anche la preparazione del terreno prima della messa a dimora delle piantine micorrizate, ho avuto modo di visitare un piccolo impianto a Tuber Melanosporum (Tartufo Nero Pregiato), con una produzione eccezionale sia in termini di quantità che di pezzature del raccolto, purtroppo oltre il 70% del cavato risultava non commerciabile a causa dell’attacco di parassiti.

 

  • Impianto di Roverelle e Lecci x T. melanosporum Tartufo di 406 gr Febbraio 2008

La messa a dimora di piante di buona qualità, su un terreno idoneo, con condizioni ambientali ideali, è stata resa praticamente inutile a causa di una preparazione del terreno troppo superficiale e con attrezzi non adatti.

  • Roverella micorrizata con Tuber melanosporum Il pianello si è evidenziato al 4° anno,  al  7° anno ha prodotto i primi 3 tartufi.
     

La realizzazione di un impianto tartufigeno richiede molta esperienza; le decisioni giustamente adottate in un impianto possono non essere ideali per un impianto simile situato anche a breve distanza dal primo. In realtà ogni impianto è un ambiente a se stante, dove bisogna tenere presenti le specificità derivanti da tutte le variabili, sia ambientali che pedologiche, che ne prendono parte.

  • Terreno ricco di scheletro con pH elevato. Varietà T. melanosporum Trattandosi di area con temperature invernali molto rigide, le giovani piantine sono state protette con mini serre.

 

  • Febbraio/2010- Coppia di Labrador alla cerca su impianto produttivo di T. melanosporum x Roverella. Tartufaia servita da impianto di soccorso idrico con microaspersori.


 

  • Aprile/2005- Impianto in produzione Pino domestico x T. borchii (Tartufo Bianchetto) Diego, Lara e Shark,  molto soddisfatti dopo solo 20 minuti di cerca.
     

Prima valutazione di un terreno

In passato  mi sono trovato spesso a percorrere centinaia di chilometri per effettuare sopralluoghi in terreni a dir poco deludenti, con la conseguenza per il proprietario del fondo,  di aver sostenuto il costo del mio intervento esclusivamente per venire dissuaso dall’investire tempo e denaro in questa coltivazione. Per questo motivo ho deciso di proporre, a chi voglia avvalersi della mia collaborazione tecnica, una serie di domande, alle quali mi impegno a rispondere in modo TOTALMENTE GRATUITO!!!!

Sarà sufficiente trasferire, con un semplice copia/incolla il seguente questionario su una mail, aggiungere le risposte e spedirlo a:

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Naturalmente si tratta di una prima valutazione di massima, utile per fare un quadro generale della situazione e poter decidere se sia il caso o meno di passare allo step successivo.

Questionario

1)Specificare l'estensione del terreno ove si intende mettere le piantine micorrizate in mq.?

2)Specificare se le analisi del terreno sono già state fatte ( Si-No).?

3)Se le analisi sono già state effettuate trascrivere i risultati nella e-mail di risposta.

4) Specificare se si trovano tartufi naturali nel terreno ove s’intende fare l'impianto tartufigeno o in quelli limitrofi (Si-No-Non saprei).?

5)Se si, indicare quale specie di tartufi vengono rinvenuti.?

6)Indicare l'altitudine, l'esposizione del terreno e la sua pendenza anche se approssimativa.

7)Indicare se, in seguito a forti precipitazioni atmosferiche?si formano ristagni d’acqua.

8)Indicare quali piante simbionti o superiori ( alberi) seguenti, sono presenti nella zona ove si intende effettuare l'impianto tartufigeno, ciò per la scelta della futura pianta da tartufo da mettere a dimora! Carpino nero, Cerro, Farnia, Leccio, Nocciolo, Pioppo bianco, Rovere, Roverella, Pino, ………?

9)Indicare se si ha possibilità di un soccorso idrico per le piantine micorrizzate al tartufo(Si-No).

10)Se si indicare quale, ad esempio pozzo, fontanile etc etc.?

11)Specificare se vi sono animali selvatici in zona? ad esempio lepri, cinghiali, daini ecc ecc.?

12)Indicare, anche se empiricamente, in gradi le temperature più basse invernali.?

13) Se si, indicare la regione e la provincia ove è ubicato il terreno per il sopralluogo.??

14) Indicare un numero di telefono dove poter essere eventualmente contattati.


Se Vi trovate in difficoltà a rispondere alle domande, non dovete far altro di indicare le vostre intenzioni per posta elettronica, verrete contattati direttamente ottenendo, sempre gratuitamente e senza impegno, le informazioni che vi interessano.
Nel caso in cui le risposte al questionario facciano presupporre un quadro positivo, si può passare alla seconda fase.

Le analisi del suolo.

Preferisco che le analisi vengano svolte presso un laboratorio di fiducia del committente, ci sono buoni laboratori, di analisi del suolo per agricoltura, sparsi su tutta la penisola. Nel caso Vi troviate in difficoltà, nel reperire un buon laboratorio, sarà sufficiente contattare un Patronato tipo Coldiretti o CIA che sapranno senz’altro darvi indicazioni utili. Una volta in possesso del referto delle analisi, sarà sufficiente spedirlo via mail. Se anche queste ultime, contribuiranno a creare un quadro interessante, potremo eventualmente accordarci per un sopralluogo presso il Vostro terreno.

 Sett/2007 Prov. di Roma Squadratura del terreno già preparato.

  • Sett/2007 Prov. di Roma Squadratura del terreno già preparato.
     

 

  • Febb/2008 Prov. di Roma Messa a dimora Roverella e Nocciolo x T. borchii

  • Ott/2008 Prov. di Roma Stesso impianto

 

“ Il Transumante”

di Giuseppe Donatiello

Realizzazione, gestione, conduzione

Impianti di tartuficoltura

P.IVA 00937920577

 

Mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Web  http://www.canidatartufi.it

 Mobile Italia      0039-347-2336344

 

 

  • Giugno/2010- Pino “Il Transumante” e Brichi Labrador/Korthals di 11 mesi. Due ore di lavoro su impianto di Roverella x T. aestivum (Tartufo scorzone estivo)
     

 


 

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Febbraio 2011 12:16 )

 

Labrador Griffone

    

Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Aprile 2010 14:19 )

 

Le razze di cani da tartufi

Griffone a pelo duro " Korthals"
E' fra i migliori cani continentali da ferma, se si inizia l'addestramento sui cinquanta giorni non si distrarrà mai con la caccia, il suo mantello roaneo argenteo a pelo forte lo rende adatto ad ogni clima e ad ogni ambiente. La sua barba è una difesa contro l'attacco della vipera. Il pelo  lo protegge anche dall'acqua e dal gelo.

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Tartuficoltura - Coltivare tartufi

Tartuficoltura - Coltivare tartufi - Piante da tartufo
Attenti alle truffe e ai raggiri!

Vuoi sapere se il tuo terreno è idoneo o meno per costituire un impianto tartufigeno con piantine micorrizate certificate?
Vuoi sapere gratuitamente e senza impegno quanto sarà l' eventuale spesa da affrontare per le piantine micorrizate o per un sopralluogo di un tecnico tartuficoltore e quant'altro necessita?

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Un cucciolo, subito dopo essere venuto alla luce, riesce a intercettare la mammella della madre, raggiungendola, per consumare il  suo primo pasto in questo mondo.

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